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Egidio o Gilo o Gilles (1123-1138)   versione testuale

 
L'Orioli pone la elezione di questo vescovo tuscolano al 1121. Anche il Jaffe vol. I pag. 780 lo dice "Tuscolanus Aegidius 28-12-1121". Biasotti-Tomassetti lo pongono al 1122. Il Moroni lo chiama Egidio o Dionisio o anche Gilo, mentre C. B. Piazza lo chiama Gibo. Era monaco Cluneense; venne elevato alla porpora da Callisto II nel 1122 e l'anno successivo fu nominato cardinale vescovo tuscolano. Per la sua vasta cultura ed eloquenza venne inviato nel 1127, quale legato apostolico, da Onorio II in Siria per la composizione di alcuni affari ecclesiastici. La missione gli riuscì bene proprio per la sua cultura e la sua eloquenza. Tornato a Roma ripudiò l'elezione di papa Innocenzo II (1130-43), della famiglia romana dei Papareschi, per schierarsi unitamente ad altri 24 cardinali a favore dell'antipapa Anacleto (1130-38), anch'egli romano, della famiglia dei Pierleoni di origine ebrea convertita al cristianesimo. Innocenzo II dovette fuggire da Roma. Lo scisma durò otto anni e venne risolto da san Bernardo, che dette ragione a Innocenzo II in quanto fu il primo ad essere eletto e per di più da chi era stato incaricato a consacrarlo, che era il vescovo di Ostia. Egidio, benché continuasse a governare la chiesa tuscolana, venne degradato da Innocenzo II. Alla morte di Anacleto II non si schierò con l'altro antipapa eletto, Vittore IV (1138-38), ma anche consigliato da san Bernardo, ritornò all'obbedienza di Innocenzo II, che lo restituì nel 1138 alla dignità episcopale e alla diocesi tuscolana. Firmò anche alcune bolle emanate da Innocenzo II nello stesso anno 1138 e ne aveva già sottoscritte altre di Onorio II, come asserisce il Ciacconio. In una lettera di Onorio II all'abate di Cluny, dell'anno 1125 si ha: "Ego Aegidius Tusculanus episcopus". La stessa dizione si trova al Concilio Ecumenico Lateranense nell'anno 1123. (Manzi - vol. XXI pag. 291 e 324). Il Migne (P. L. CLXXIII - pag. 1787 e segg.) riporta che nel 1142 Gilo o Egidio era vivente. L'Orioli pone la sua morte nel 1143, in contrasto con il Grandi e il duca di York che sostengono che tra Egidio ed Iemaro ci sia stato Ugo di San Vittore (1138-39 o 40). Il Moroni asserisce che Egidio morì nel 1139. Il Razza lo pone tra il 1121 e il 1142. Il cronista incognito lo pone come inizio al 1123, che forse è la data più giusta visto le date del 1122 però al 28 dicembre, e lo chiama Egidio il Francese. Che sia esistito e che sia stato vescovo tuscolano lo afferma il Kehr al vol. II pag. 43 di Italia Pontificia quando scrive: "Fu ipso etiam privilegio quod Egidius Tusculanus ep.... propria manu subscripsit".
 
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