CELEBRAZIONE DEL FUNERALE CRISTIANO: DISPOSIZIONI PASTORALI (SECONDA PARTE)   versione testuale

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 CELEBRAZIONE DEL FUNERALE CRISTIANO: DISPOSIZIONI DEL VESCOVO , ALLA LUCE DEI DOCUMENTI DELLA SANTA SEDE E DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

(SECONDA PARTE)

 

 

 

7.    La Celebrazione della Santa Messa Esequiale:

a-    avvenga normalmente e preferibilmente nella chiesa parrocchiale, con la celebrazione della Santa Messa;

b-    sia celebrata con il canto e se ne favorisca la partecipazione da parte del popolo; si illustrino opportunamente i segni liturgici, che vengono utilizzati, come: la croce, il cero pasquale, l’acqua lustrale e l’incenso profumato;

c-    tutta la celebrazione evidenzi che essa è:

·      una celebrazione del mistero pasquale di Cristo Signore;

·      preghiera della Chiesa, perchè i suoi figli vengano accolti con i santi e gli eletti nel cielo, mentre il corpo, divenuto con il Battesimo tempio dello Spirito Santo, aspetta la beata speranza della venuta di Cristo e la risurrezione dei morti; 

·      aiuto spirituale per i defunti, e consolazione e speranza per quanti ne piangono la scomparsa;

·      momento privilegiato, in cui si proclama la Fede nella vita eterna e si elevano preghiere di suffragio e di conforto;

d-    il sacerdote,  che presiede l'azione liturgica e celebra l'Eucaristia:

·      ha la missione “di rianimare nei presenti la speranza, di ravvivarne la fede nel mistero pasquale e nella risurrezione dei morti; lo faccia però con delicatezza e con tatto, in modo che nell' esprimere la comprensione materna della Chiesa e nel recare il conforto della fede, le sue parole siano di sollievo al cristiano che crede, senza urtare l'uomo che piange” (op.cit., n. 17)

·      presti particolare attenzione alla breve omelia: 

-       essa sia incentrata sulla “Parola di Dio che proclama il mistero pasquale, dona la speranza di incontrarci ancora nel regno di Dio, ravviva la pietà verso i defunti ed esorta alla testimonianza di una vita veramente cristiana” (op.cit. n. 11);

-       si evitino la forma e lo stile dell’elogio funebre (cfr.op.cit, n. 63; Or­dinamento Generale del Messale Romano, n. 382).

-       Tuttavia, è possibile ricordare con sobrietà la vita del defunto, so­prattutto in relazione alla vita cristiana, evitando in ogni caso commemorazioni del defunto, che rischiano talvolta di beatificarlo prima del tempo.

e-    Quanto all’intervento di parenti, amici e autorità: 

-  sia consentito solo alla Preghiera dei fedeli, in forma di invocazione. E comunque la Preghiera dei fedeli non deve limitarsi a pregare per il solo defunto, ma deve abbracciare tutte le realtà ecclesiali e sociali. Nel caso in cui le invocazioni vengano preparate da parenti o da amici, il celebrante, prima della celebrazione delle Esequie, deve cono­scerle, correggerle ed ordinarle in modo corretto secondo le norme litur­giche;

-       si utilizzi il sagrato o il cimitero per eventuali interventi elogiativi del defunto;

-       solo in casi eccezionali,  interventi di fedeli siano effettuati in chiesa, ma alla fine della celebrazione e solo dopo che il celebrante è uscito.

f-     Durante la celebrazione, ci sia possibilmente un sacerdote disponibile per le confessioni. 

g-    Da parte dell’Agenzia si deve assolutamente evitare l’usanza di proporre ai parenti del defunto solisti o organisti per la celebrazione delle Esequie.

h-    Si può effettuare eventualmente una Celebrazione Esequiale con due o più defunti: in tal modo si evidenzia maggiormente la dimensione ecclesiale della celebrazione, mentre si favorisce la maggiore partecipazione dei fedeli.

i-     Le esequie senza la Messa: situazioni particolari possono richiedere il rito esequiale con la sola Liturgia della Parola, la quale può essere presieduta anche da un Diacono. In tali casi, si rispettino le indicazioni del Rito delle esequie (nn.135-146).

8.    Dopo la Messa Esequiale, si compie il rito dell'ultima raccomandazione e del commiato. “È un rito che non va inteso come una purificazione del defunto - implorata con la celebrazione del Sacrificio Eucaristico -, ma come l'ultimo saluto rivolto dalla comunità cristiana a un suo membro, prima che il corpo sia portato alla sepoltura” (op.cit, n. 10).

 9.    Al cimitero, le preghiere previste dal Rituale, possono essere pronunciate, eccetto la benedizione del sepolcro, secondo l’op­portunità o l’esigenza pastorale e in assenza del sacerdote, anche da un laico (cfr. op. cit. n. 81).

 

10.  Circa l’aspetto economico:

·      si faccia presente che nulla è dovuto per la Celebrazione Esequiale, ma se si vuol fare l’offerta la si faccia in chiesa, meglio se durante la S. Messa, al momento dell’Offertorio;

·      resta in ogni caso esclusa qualsiasi competenza dell’Agenzia nei confronti della Parrocchia;

·      si educhino le persone a esprimere il proprio affetto al defunto non con fiori, ma con opere di bene: in tal modo il pensiero di affetto viene trasformato in carità.

 

 (CONTINUA)