CELEBRAZIONE DEL FUNERALE CRISTIANO: DISPOSIZIONI PASTORALI (PRIMA PARTE)   versione testuale

CELEBRAZIONE DEL FUNERALE CRISTIANO: DISPOSIZIONI PASTORALI (PRIMA PARTE)   versione testuale

 QUESTE LE DISPOSIZIONI DEL VESCOVO DI FRASCATI, ALLA LUCE DEI DOCUMENTI DELLA SANTA SEDE E DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA:

DISPOSIZIONI PASTORALI  per la celebrazione delle Esequie

 

 

Prot.24/11

 

 

1.    Importanza della Celebrazione Esequiale: è quanto mai importante vivere e valorizzare cristianamente il momento della morte e sepoltura cristiana di un fedele defunto. E pertanto ogni gesto, parola, rito, celebrazione rispecchi e attui tale importanza cristiana. 

 

2.    Ruolo del parroco: un ruolo determinante lo svolge il parroco, quale educatore della fede e ministro del conforto cristiano nella propria parrocchia. Pertanto:

·      “E’ compito del sacerdote: 

a) Essere presente al capezzale dei malati e dei moribondi, come è detto nella parte del Rituale intitolata « Sacramento dell'Unzione e cura pastorale degli infermi».

b) Fare un' opportuna catechesi sul significato della morte cristiana.

c) Recar sollievo alla famiglia del defunto, confortarla nel dolore e, per quanto possibile, aiutarla con bontà a prepa­rare una conveniente celebrazione delle esequie, usando delle facoltà previste nel rito.

d) Cogliere e presentare la liturgia dei defunti nel contesto della vita liturgica parrocchiale e di tutto il ministero pastorale…

·      Nel predisporre e nell'ordinare la celebrazione delle esequie, i sacerdoti:

-       tengano conto non solo della persona del defunto e delle circostanze della sua morte, ma anche del dolore dei familiari, senza dimenticare il dovere di sostenerli, con delicata carità, nelle necessità della loro vita di cristiani.

-       Particolare interessamento dimostrino poi per coloro che in occasione dei funerali assistono alla celebrazione liturgica delle esequie o ascoltano la proclamazione del vangelo, siano essi acattolici o anche cattolici che mai o quasi mai partecipano all'Eucaristia, o danno l'impressione di aver perduto la fede: i sacerdoti sono ministri del vangelo di Cristo, e lo sono per tutti” (Rito delle esequie, n. 18; 25) .

 3.    L’annuncio della morte:

·      tale annuncio sia fatto al parroco direttamente dalla fa­miglia o dai congiunti più prossimi, e non dall’Agenzia funebre;

·      il parroco quindi si rechi, possibilmente e quanto prima,  alla casa del defunto per pregare per lui,  per porgere le condoglianze cristiane ai familiari e per concordare direttamente con questi, l’orario e le modalità delle Esequie;

·      si mantenga o si introduca il suono delle campane con rintocchi, negli orari consentiti, per annunciare la morte di un parrocchiano;

·      per l’annuncio grafico della morte, si educhino i cristiani ad usare espres­sioni rispondenti alla nostra fede, mettendo in evidenza, insieme al dolore, anche la speranza cristiana nella resurrezione. E’inopportu­no stampare sui manifesti le immagini della Madonna o dei Santi, perché è Cristo che ci ha salvati dalla morte ed è a Lui che affidiamo la persona defunta.

 

4.    La veglia di preghiere nella casa del defunto:

·      il parroco preveda un incontro di preghiera nella casa del defunto nella sera antecedente il funerale, anche senza la presenza della salma, invitando a parteciparvi familiari, parenti e vicini. E’ un momento quanto mai importante di conoscenza e di vicinanza cristiana alla famiglia del defunto; una occasione quanto mai utile per mostrare il volto materno, accogliente e "compassionevole" della Chiesa;

·      durante tale veglia, si legga la Parola di Dio, si preghi con Salmi, si  professi la propria fede con la recita del Credo, si elevino al Signore alcune preghiere  appropriate; oppure si reciti il rosario o i Vespri dei defunti;

·      “è bene educare e preparare i fedeli a dire essi stessi, in mancanza del sacerdote o del diacono, le orazioni e i salmi come è indicato nel rito” (op. cit., n.5).

5.    Il corteo: ove possibile, si mantenga e si valorizzi la consuetudine di accompagnare, con la partecipazione del sacerdote, il feretro sia dalla casa in chiesa, sia dalla chiesa al cimitero, recitando il Santo Rosario e cantando o recitando Salmi. 

  

6.    In chiesa:

·      si ponga a capo del feretro solo il Cero pasquale, simbolo del Signore Risorto (op.cit., n. 59); 

·      sul feretro, non ricoperto da alcuna coltre funebre, si può porre la Bibbia o l’Evangeliario, segno della Parola di vita e della Resurre­zione (op. cit., n. 59);

·      in chiesa siano consentiti eventualmente solo pochi fiori: un copri-bara, anche per evidenziare l’importanza dei gesti liturgici della benedizione e incensazione della bara, richiamo del battesimo e segno del rispetto per il corpo di un cristiano, che è stato tempio dello Spirito Santo;

·      le corone di fiori vanno lasciate fuori della Chiesa (cfr. op.cit., n. 59);

·      si evitino battimano in chiesa, ma si valorizzino i segni liturgici, propri della Chiesa.

·      “Nella celebrazione delle esequie, tranne la distinzione derivante dall'ufficio liturgico e dall'Ordine sacro e tranne gli onori dovuti alle autorità civili, a norma delle leggi liturgiche, non si faccia nessuna distinzione di persone private o di condizioni sociali, sia nelle cerimonie che nell' apparato esteriore”( op.cit., n.20).

 

(CONTINUA)