S. COMUNIONE AI CONVIVENTI O AI DIVORZIATI RISPOSATI? SI', NO, IN CERTI CASI E A CERTE CONDIZIONI....(seconda parte)   versione testuale

(SECONDA PARTE)
 
4- Un serio esame di coscienza, al fine di valutare ad es. quali caratteristiche siano presenti di quelle descritte dalla AL al n. 298, circa i “divorziati che vivono una nuova unione…

5- L’approfondimento/riscoperta del Vangelo dell’amore coniugale e familiare in tutta la sua ricchezza e bellezza, tenendo presente che questo ideale non è impossibile: “Sicuramente è possibile, perché è ciò che chiede il Vangelo” (AL 102).

Oltre all’invito ad approfondire soprattutto i capitoli IV e V della AL, bastino qui alcuni brevi richiami:

 “Come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio allo scopo di non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda, o per sentimenti di inferiorità di fronte al degrado morale e umano… Ci è chiesto uno sforzo più responsabile e generoso, che consiste nel presentare le ragioni e le motivazioni per optare in favore del matrimonio e della famiglia, così che le persone siano più disposte a rispondere alla grazia che Dio offre loro” (AL 35).

 «Gesù, riferendosi al disegno primigenio sulla coppia umana, riafferma l’unione indissolubile tra l’uomo e la donna, pur dicendo che “per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così” (Mt 19,8). L’indissolubilità del matrimonio (“Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”: Mt 19,6), non è innanzitutto da intendere come “giogo” imposto agli uomini, bensì come un “dono” fatto alle persone unite in matrimonio. La condiscendenza divina accompagna sempre il cammino umano, guarisce e trasforma il cuore indurito con la sua grazia, orientandolo verso il suo principio, attraverso la via della croce. Dai Vangeli emerge chiaramente l’esempio di Gesù, che annunciò il messaggio concernente il significato del matrimonio come pienezza della rivelazione che recupera il progetto originario di Dio (cfr Mt 19,3).

Gesù, che ha riconciliato ogni cosa in sé, ha riportato il matrimonio e la famiglia alla loro forma originale (cfr Mc 10,1-12). La famiglia e il matrimonio sono stati redenti da Cristo (cfr Ef 5,21-32), restaurati a immagine della Santissima Trinità, mistero da cui scaturisce ogni vero amore. L’alleanza sponsale, inaugurata nella creazione e rivelata nella storia della salvezza, riceve la piena rivelazione del suo significato in Cristo e nella sua Chiesa. Da Cristo attraverso la Chiesa, il matrimonio e la famiglia ricevono la grazia necessaria per testimoniare l'amore di Dio e vivere la vita di comunione. Il Vangelo della famiglia attraversa la storia del mondo sin dalla creazione dell’uomo ad immagine e somiglianza di Dio (cfr Gen 1,26-27) fino al compimento del mistero dell’Alleanza in Cristo alla fine dei secoli con le nozze dell’Agnello (cfr Ap 19,9)» (Al 62-63).

 

«Il sacramento del matrimonio non è una convenzione sociale, un rito vuoto o il mero segno esterno di un impegno. Il sacramento è un dono per la santificazione e la salvezza degli sposi, perché la loro reciproca appartenenza è la rappresentazione reale, per il tramite del segno sacramentale, del rapporto stesso di Cristo con la Chiesa. Gli sposi sono pertanto il richiamo permanente per la Chiesa di ciò che è accaduto sulla Croce; sono l’uno per l’altra, e per i figli, testimoni della salvezza, di cui il sacramento li rende partecipi. Il matrimonio è una vocazione, in quanto è una risposta alla specifica chiamata a vivere l’amore coniugale come segno imperfetto dell’amore tra Cristo e la Chiesa. Pertanto, la decisione di sposarsi e di formare una famiglia dev’essere frutto di un discernimento vocazionale» (Al 72).

La Chiesa non deve perciò assolutamente:

 “rinunciare a proporre l’ideale pieno del matrimonio, il progetto di Dio in tutta la sua grandezza…,

 nascondere la luce dell’ideale più pieno né proporre meno di quanto Gesù offre all’essere umano. Oggi, più importante di una pastorale dei fallimenti è lo sforzo pastorale per consolidare i matrimoni e così prevenire le rotture” (AL 307).

Papa Francesco, per ben otto volte, presenta il matrimonio come 'esclusivo e indissolubile' (cfr. AL 52.53.86.123.124.134.218.319).

“Nel matrimonio si vive anche il senso di appartenere completamente a una sola persona. Gli sposi assumono la sfida e l’anelito di invecchiare e consumarsi insieme e così riflettono la fedeltà di Dio. Questa ferma decisione, che segna uno stile di vita, è una esigenza interiore del patto d’amore coniugale, perché colui che non si decide ad amare per sempre, è difficile che possa amare sinceramente un solo giorno” (AL 319).

 6- Una seria verifica della validità del precedente matrimonio, accedendo all’una o all’altra tipologia di processo, previste da Papa Francesco per accertare l’eventuale nullità del Sacramento del Matrimonio (cfr. Mitis Iudex Dominus Iesus  Mitis et misericors Iesus, 8 settembre 2015).

Tra le novità di questi due testi: la maggiore responsabilizzazione del Vescovo, l’abolizione dell’obbligo della doppia sentenza conforme e la semplificazione della procedura per la verifica del consenso che fa il matrimonio.

Circa le spese economiche, si richiede un contributo secondo le proprie possibilità.

 

(CONTINUA CON LA TERZA PARTE)