Azione Cattolica - Settore Giovani - 4 Democracy

“Direzione Zeta”: cinquanta voci per capire dove va la democrazia dei giovani

Un racconto del primo appuntamento della seconda edizione di 4 Democracy. Il 9 maggio si parlerà di ambiente.

11 Marzo 2026

Quanto vale la voce dei giovani oggi? La domanda ha risuonato sabato 7 marzo nella Sala degli Specchi di Palazzo Marconi a Frascati, dove circa cinquanta persone si sono ritrovate per il primo dei due incontri di “4 Democracy”, la seconda edizione del ciclo organizzato dal Settore Giovani di Azione Cattolica della Diocesi di Frascati.

L’incontro è stato introdotto da Veronica Ferranti e moderato da Damiano Ranca, entrambi giovani dell’Azione Cattolica diocesana, che hanno saputo tenere viva la conversazione con domande puntuali e con la capacità di restituire al pubblico il senso di una serata non genuinamente partecipata, al riparo da ogni stereotipo di sorta.

I dati che raccontano una generazione

La professoressa Cristina Pasqualini, docente associata di Sociologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore e componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo di Milano, ha offerto uno sguardo rigoroso e insieme accessibile sulla condizione giovanile oggi. Attraverso i dati dell’Osservatorio, ha esplorato i principali ambienti di vita dei giovani italiani: la famiglia, il lavoro, la politica, le relazioni affettive. Un quadro complesso, che non si presta a letture semplicistiche.

Particolarmente stimolante il confronto intergenerazionale proposto dalla professoressa: mettere a fuoco non solo chi sono i giovani di oggi (dalla generazione Z alle più recenti Alfa e Delta), ma anche cosa li differenzia e cosa li avvicina alle generazioni precedenti. Interessi, preoccupazioni, contesti storici che hanno plasmato identità diverse: un esercizio di comprensione reciproca che raramente viene praticato con questa profondità.

Giornalismo e incontro: il “Cantiere Giovani”

Guglielmo Gallone, praticante giornalista de L’Osservatore Romano, ha portato la testimonianza diretta di chi lavora ogni giorno per dare voce alle nuove generazioni. Ha raccontato le sua esperienza in un ambiente tipicamente abitato da adulti e il suo impegno nel progetto “Cantiere Giovani”: non soltanto una rubrica giornalistica, ma un’iniziativa che si fa fisica, con incontri in presenza, proprio nel tentativo di abitare gli stessi spazi dei giovani di cui si scrive.

Un racconto che ha mostrato come il giornalismo possa – e debba – essere uno strumento di ascolto prima ancora che di diffusione: andare dove i giovani sono, non aspettarli sulla soglia di una redazione.

Radici e futuro: la spiritualità come punto di riferimento

Gabriele Cela, condirettore della rivista “Ricerca” della FUCI, ha contribuito con una riflessione che ha toccato le corde più profonde della serata. Con evidente emozione, ha parlato dell’importanza delle figure di riferimento del passato per la costruzione dell’identità giovanile, e del rapporto, spesso silenzioso, mai scontato, tra i giovani e la spiritualità.

Nella sua visione, la fede non è un ostacolo alla partecipazione democratica, ma una risorsa: un luogo in cui si impara a stare con gli altri, a confrontarsi, a cercare il bene comune.

Democrazia vissuta, non solo discussa

Tre visioni, tre esperienze e vari spunti di riflessione provenienti anche dal pubblico rispondono a chi sostiene che i giovani siano disinteressati, disimpegnati, disillusi. Rispondono a chi confonde la distanza dalla politica con la distanza dalla vita comunitaria. “4 Democracy” nasce proprio per smentire questo luogo comune, e ci riesce.

Il prossimo e secondo appuntamento del ciclo è già in programma: sabato 9 maggio 2026, allo Spazio Ghelfi di Grottaferrata (Via XX Settembre), si parlerà di ambiente con “Pianeta 2050: Quali cambiamenti per l’ambiente?”. Ulteriori dettagli saranno comunicati nelle prossime settimane.

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