La liturgia è un’esperienza protesa alla conversione della vita a Dio, tramite l’assimilazione del modo di pensare e di comportarsi del Signore.
Perché questo percorso?
Nel frastuono della vita quotidiana, rischiamo di vivere la nostra fede per abitudine.
La Liturgia rischia di essere solo noiosa ritualità e la Bibbia solo un libro da consultare.
Questo percorso nasce così per restituire sapore e profondità alla nostra vita cristiana.
A chi è rivolto?
È sempre cordialmente rivolto a tutti.
Non è un corso accademico per specialisti, ma un itinerario per discepoli; un cammino per comprendere a fondo ciò che compiamo sull’altare e per incarnare nella vita di ogni giorno Chi celebriamo nel rito.
I due pilastri del cammino
La Sacra Scrittura:
per rimettersi in ascolto della Parola di Dio, scoprendo la profezia dei testi per il nostro oggi.
La Santa Liturgia:
per aver parte al mistero di salvezza di Dio, imparando a celebrare non da muti spettatori, ma da partecipanti attivi e consapevoli.
Lo stile degli incontri
Ascolto della Parola di Dio:
attraverso il metodo della Lectio divina, per illuminare la vita con la Parola di Dio.
Approfondimento della S. Liturgia:
attraverso il metodo della Lectio liturgica, per riannodare celebrazione e vita.
IL PERCORSO DI QUEST’ANNO
Il cammino di formazione e fraternità 26/27 rappresenta la naturale fioritura del percorso vissuto nell’ultimo triennio.
Dopo aver sostato a lungo sui Vangeli sinottici – Guardando a Gesù – e sulle ricchezze della spiritualità liturgica, ci muove oggi una certezza: l’anno liturgico è “la storia di Cristo che deve rivestirsi come storia della mia anima”.
Perché quest’assimilazione interiore si compia, occorre che la nostra vita trovi fondamenta stabili e linfa vitale, essendo
Radicati in Cristo e saldi nella fede
(Col 2,7).
Il percorso si snoderà in due grandi parti.
Prima parte: Il radicarsi nella fede dei grandi personaggi del Vangelo di Giovanni.
Ci metteremo in cammino con le figure del IV Vangelo (Nicodemo, la Samaritana, il cieco nato, Marta e Maria, Pietro, ecc.), che incarnano diversi passaggi del radicamento in Cristo.
Attraverso dinamiche d’incontro intimo e dialoghi profondi, ciascuno di loro ci mostrerà come la fede diventi un cammino di illuminazione e vita vera.
Seconda parte: Il culto liturgico dei Santi
(soprattutto quelli da noi venerati).
I Santi sono “volti della Pasqua”, che ci invitano a imitarli, facendo nostro il modo di vivere di Gesù stesso.
Presentando figure di Santi e Sante legati alla nostra memoria e identità locali, riconosceremo che i frutti dell’albero di Cristo sono vicini a noi – e ribadiamo ancora – ci stimolano a divenire santi come e più di loro.
In allegato l’opuscolo con il programma completo.

