Madre Carla Borgheri e l’attualità del Carisma dell’incarnazione

Suore Missionarie dell’Incarnazione: l’attualità di Madre Carla Borgheri a 20 anni dal “dies natalis”

Il vescovo ha celebrato la S. Messa e ha presenziato l'intitolazione della "Sala Carla Borgheri" presso la Casa Madre di Frascati

26 Settembre 2026

A vent’anni dal dies natalis di MADRE CARLA BORGHERI (1922-2006) le Suore Missionarie dell’Incarnazione, di cui è fondatrice, hanno organizzato un fine settimana davvero speciale: sabato 19 settembre a Villa Campitelli si è tenuto un incontro di studio dal titolo “L’attualità del carisma dell’Incarnazione” a cui ha fatto seguito in serata una Veglia di preghiera nella Casa Generalizia.

Domenica 20 settembre nella Cappella della Casa Madre delle religiose, dove si trovano le spoglie di Madre Carla, si è svolta la Celebrazione Eucaristica e una cerimonia di intitolazione della “Sala Carla Borgheri” alla presenza di Mons. Stefano Russo, Vescovo di Velletri-Segni e di Frascati.

Ricordiamo che per Madre Carla è in corso il processo di beatificazione e canonizzazione e nell’aprile scorso nella Cattedrale di Frascati si è conclusa la Fase diocesana. La Causa prosegue ora al Dicastero delle Cause dei Santi.

L’incontro di sabato ci ha visti numerosi all’appuntamento a Frascati, a Villa Campitelli. In un clima di festa, dopo il caloroso benvenuto di Madre Loreda Spagnolo, Madre Generale della Congregazione, si sono succeduti gli interventi del prof. Ulderico Parente, docente di Storia Contemporanea presso l’Università degli Studi Internazionali di Roma e Consultore storico della Congregazione delle Cause dei Santi, esperto di storia della santità e degli Istituti religiosi in età contemporanea che ci ha fatto incontrare Madre Carla come una donna in cammino nella storia. Il Prof. Parente ha evidenziato la figura di Madre Carla come donna in cammino dentro la storia del suo tempo, una vita non semplice, articolata con diverse difficoltà senza sfuggirle, pienamente inserita nel suo contesto storico, come testimoniano le numerose fonti testimoniali e documentali raccolte.

Padre Jesús Manuel García Gutiérrez Salesiano, Teologo, docente di Teologia Spirituale fondamentale alla Pontifica Università Salesiana nella sede di Roma, anch’egli consultore del Dicastero delle Cause dei Santi, ci ha introdotti nel cuore teologico e spirituale dei due Testamenti spirituali di Madre Carla. Concludendo il suo intervento li ha riassunti con parole chiave. Il primo testamento: umiltà, amore incarnato, unità, preghiera, povertà, Maria Santissima.  Il secondo: testimonianza, carità, identità, farsi santo, amore alla Chiesa.

Il Postulatore Dott. Waldery Hilgeman ripercorrendo la vita di Madre Carla ha sottolineato che “quella storia e quella spiritualità sono diventate, in lei, un cammino di santità” mettendo in luce “come una donna concreta, con la sua storia, il suo temperamento e le sue fragilità, abbia progressivamente permesso alla grazia del Vangelo di plasmare la propria esistenza. seguendo il filo interiore che sembra attraversare tutta la sua vita: il mistero del Verbo che si fa carne”.

L’esperienza della povertà le insegnò a incontrare il povero senza guardarlo dall’alto. Cresciuta senza una presenza paterna, divenne madre di una grande famiglia spirituale. Avendo conosciuto la malattia, imparò a riconoscere la dignità dei corpi feriti.

Una trasformazione che avvenne non senza fatica. La fede ricevuta nell’infanzia dovette attraversare le sue domande e le sue resistenze e divenne progressivamente una fede scelta. Il suo cammino mostra come la grazia non cancellò le ferite, ma impedì che esse avessero l’ultima parola.

Il mistero dell’Incarnazione divenne progressivamente la forma dell’esistenza di Madre Carla ma non soltanto come mistero da contemplare, ma una realtà viva da incarnare ogni giorno. Essa costituiva il fondamento della sua spiritualità e della sua azione: l’evento per cui Dio, facendosi carne, si è reso vicino all’umanità e ha assunto la condizione dell’uomo per redimerlo dall’interno. Questo mistero diventava per lei sorgente inesauribile di missione, spingendola a riconoscere il volto di Cristo in ogni persona, specialmente nei poveri, nei malati e negli ultimi.

Ella affermava che «l’Eucaristia è il prolungamento dell’Incarnazione». Per lei non era soltanto un’espressione spirituale, ma una chiave per comprendere la propria vita. Ella insegnava che chi riceve Cristo nell’Eucaristia è chiamato ad accoglierlo dentro di sé e a renderlo presente agli altri attraverso la propria esistenza.

Comunicarsi significava, allora, permettere a Cristo di prendere forma nella sua vita: nel modo di guardare, di avvicinarsi, di toccare, di servire. Madre Carla comprese che se Dio fosse entrato nella fragilità umana, nessuna povertà, nessuna malattia e nessun corpo ferito avrebbero potuto esserle estranei. La sua carità non si limitava a portare degli aiuti non voleva trattenere il povero nella condizione di chi riceve. Voleva riconoscergli la dignità di chi può scegliere, costruire e donare.

Anche negli ultimi anni di vita lo sguardo di Madre Carla rimaneva rivolto a Dio e agli altri. Il 20 settembre 2006, durante la preghiera dell’Angelus, Madre Carla giunse al termine della sua vita mentre venivano pronunciate le parole: «E il Verbo si fece carne».

Nel Natale del 1931, ricevendo per la prima volta l’Eucaristia, Carla aveva accolto il Verbo fatto carne. Settantacinque anni dopo, quelle stesse parole accompagnarono il suo ingresso nella vita eterna.

La sua non fu una vita senza ferite, limiti o resistenze. Fu una vita nella quale la grazia trovò progressivamente spazio, trasformando la povertà in prossimità, la fragilità in dono e la sofferenza in una forma più profonda di amore.

Questo, forse, è il modo più semplice e più vero di raccontare il cammino di santità di Madre Carla Borgheri: una donna concreta che permise a Cristo di prendere forma nella propria esistenza.

Dopo questi profondi interventi seguiti con grande attenzione dai presenti c’è stato un momento di condivisione e testimonianze. I volti felici delle persone che lasciavano la sala testimoniavano la gioia di un incontro speciale con la figura di Madre Carla, il suo carisma e la sua missione particolare.

In serata il programma è proseguito nella casa Generalizia delle Suore Missionarie dell’Incarnazione con una Veglia di preghiera.

Domenica mattina ci siamo ritrovati nella Cappella della Casa di Vermicino per la Santa Messa

Nell’omelia Mons. Stefano Russo ha definito Madre Carla ‘operaia dell’ora presente della vita’ perché ha saputo accogliere ed essere una risposta profetica alla chiamata di Dio, vivere il presente e da lei sono nate tante realtà.

La vita di Madre Carla è un insegnamento grande per tutti noi: avere il coraggio di rischiare ed essere custodi e costruttori del regno di Dio nel mondo.

E come diceva il prof. Parente il suo nome Carla, donna sorprendente e audace, potrebbe essere l’acronimo delle sue caratteristiche: Contemplativa, Azione, Responsabilità, Lavoro, Amore. CARLA!

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