FRANCESCO GUGLIELMO DI CLERMONT (1523-1541)

Qualcuno lo chiama anche Chiaromonte. Nacque nel 1478 da nobile famiglia francese. A soli 22 anni, nel 1501 ebbe il vescovato di S. Pons di Tomiers e l’anno seguente quello di Narbona. Giulio II (1503-13) lo creò cardinale presbitero di S. Adriano nel 1503. Passò poi al titolo di Santo Stefano a Monte Celio. Nel 1507 ebbe la protettoria del regno di Francia presso la Santa Sede. Ebbe la carica di cardinal legato in Avignone. Questi due incarichi gli dettero un po’ alla testa, tanto da renderlo sprezzante ed altero perfino con il Papa. Non chiedeva mai il permesso quando si doveva allontanare da Roma. Il troppo stroppia sempre ed il Papa si stancò di questo atteggiamento irriguardoso nei suoi confronti e lo fece rinchiudere per un certo tempo a Castel S. Angelo. Nel 1523, dicono il Santovetti, l’Orioli e il duca di York, passò alla sede di Frascati. Il Moroni, il Grandi e il cronista incognito ritengono che l’anno di passaggio alla chiesa di Frascati fosse il 1524. Durante il «Sacco di Roma», nel 1527 il Clermont era vescovo di Frascati e fu quello l’anno in cui avvenne il miracolo della Madonna di Capocroce, che intimò alle soldataglie del Frundsberge di star lontani dalla terra di Frascati. Cosa che si avverò. Allora castellana di Frascati era la Lucrezia della Rovere, moglie di Marcantonio Colonna e nipote di papa Giulio II. Il Clermont fu il 1° vescovo tuscolano ad avere in sede la sua cattedrale, e anche la sua residenza. Lucrezia della Rovere cedette il castello di Frascati in cambio del ducato di Castro al nipote di Paolo III (1534-1549). Costui lo rivendette alla Santa Sede. Il Papa, che era stato vescovo di Frascati ed amava tanto questa terra, si trovò ad essere anche padrone civile di questo castello. Operò come meglio credette. Da ricordare che dal 1191 fino al 1538 Frascati non aveva cattedrale. I vescovi tuscolani, come loro residenza stabile, ne avevano una a Roma, S. Maria in Monasterio vicino S. Pietro in Vincoli, che fu pure per 300 anni anche la loro cattedrale. Probabilmente durante il periodo in cui Paolo III fu cardinale di Frascati comprese il grande disagio in cui veniva a trovarsi una diocesi che nel suo territorio non aveva una sua cattedrale. La cosa gli dovette sembrare inconcepibile e, quando ne ebbe la possibilità, decise di porvi riparo. Chiamò Frascati «Città» e non più «Castello»; le dette una cattedrale, S. Maria in Vivario, una residenza vescovile, il castello, e un nuovo piano urbanistico. Il Clermont morì nel 1541 ad Avignone, quando era decano del Sacro Collegio. Fu sepolto nella chiesa del Ponte Sorga. L’Oldoino ne parla nel volume dell’anno