Il 9 novembre di ogni anno la Chiesa celebra la Festa della Dedicazione della Basilica Lateranense. In occasione di tale ricorrenza, nel 2024 Papa Francesco ha scritto una Lettera per il ricordo nelle Chiese particolari dei propri Santi, Beati, Venerabili e Servi di Dio, invitando le comunità ecclesiali a ricordare e onorare in quel giorno, quelle figure che hanno segnato il cammino cristiano e la spiritualità delle Chiese locali.
Si tratta di un invito a «riscoprire e perpetuare la memoria di straordinari discepoli di Cristo che hanno lasciato un segno vivo della presenza del Signore risorto e sono ancora oggi guide sicure nel comune itinerario verso Dio, proteggendoci e sostenendoci».
Nella Diocesi di Frascati ricordiamo in particolare la Beata Maria Gabriella Sagheddu, monaca trappista del Monastero di Grottaferrata; la Beata Maria Teresa Casini, fondatrice della Congregazione delle Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù; la Serva di Dio Chiara (Silvia) Lubich, fondatrice del Movimento dei Focolari; il Servo di Dio Igino Giordani, cofondatore del medesimo Movimento e la Serva di Dio Madre Carla Bolgheri, fondatrice delle Suore Missionarie dell’Incarnazione.
Quest’anno, proprio in quella significativa ricorrenza del 9 novembre, si aprirà ufficialmente l’Inchiesta diocesana sulla vita, sulle virtù eroiche e sulla fama di santità e di segni del Servo di Dio don Silvano Cola (1928-2007). Un evento che arricchisce ulteriormente la memoria dei testimoni della fede legati alla nostra Chiesa particolare e che invita l’intera comunità diocesana a guardare con rinnovata gratitudine all’eredità spirituale lasciata da quanti hanno vissuto il Vangelo con radicalità e dedizione.
La celebrazione è annunciata per le ore 15.30 nella Basilica Cattedrale di San Pietro Apostolo in Frascati, sarà presieduta da mons. Stefano Russo, vescovo di Velletri-Segni e di Frascati.
Chi era don Silvano? Possiamo definirlo un testimone della comunione e un costruttore di unità.
Sacerdote focolarino visse gran parte del suo ministero nella Diocesi di Frascati al servizio del Movimento dei Focolari per i sacerdoti di varie parti del mondo. Concluse la sua esistenza terrena a Grottaferrata, lasciando un ricordo vivo e grato in quanti lo hanno incontrato.
L’apertura dell’Inchiesta nasce dalla fama di santità maturata dopo la sua morte e avvia un lavoro di ascolto e di ricerca, attraverso il quale la Chiesa esaminerà con rigore le testimonianze e i documenti che lo riguardano.
Nel suo percorso sacerdotale, la comunione occupò un posto centrale. Non era soltanto un tema da proporre, ma una dimensione da vivere nelle relazioni quotidiane, nell’accompagnamento spirituale e nella fraternità tra sacerdoti.
Alla luce del Vangelo e del carisma dell’unità, don Silvano contribuì in modo decisivo alla nascita e allo sviluppo della branca dei presbiteri e dei diaconi permanenti dell’Opera di Maria, il Movimento dei Focolari.
Chi lo ha conosciuto ne ricorda la mitezza, la disponibilità all’ascolto e l’attenzione alla storia personale di ciascuno. Il suo accompagnamento cercava di aiutare le persone a comprendere le proprie difficoltà e a discernere il cammino da compiere. L’attenzione alla dimensione psicologica si intrecciava con la cura della vita spirituale, nella convinzione che il cammino della fede coinvolga tutta la persona.
Questa sensibilità segnò anche il suo servizio ai sacerdoti e ai diaconi permanenti. Don Silvano incoraggiava un ministero sostenuto da rapporti autentici, dalla condivisione e dall’aiuto reciproco. La fraternità sacerdotale assumeva così una forma concreta: poter affidare a qualcuno le proprie fatiche, condividere le responsabilità pastorali e ritrovare insieme le ragioni della propria vocazione.
Il suo impegno per l’unità si esprimeva anche nell’apertura verso chi era lontano dalla vita ecclesiale, nel dialogo ecumenico e interreligioso e nell’incontro tra movimenti ecclesiali e nuove comunità. L’esperienza del carisma dell’unità alimentava un servizio rivolto alla Chiesa e alle persone che incontrava.

A quasi vent’anni dalla sua morte, il suo ricordo continua a suscitare gratitudine. Le testimonianze di sacerdoti e laici richiamano la profondità della sua vita spirituale, la cura delle persone e la fecondità del suo apostolato. È questa memoria, insieme alla fama di santità e alle fonti disponibili, a essere affidata ora al discernimento ecclesiale.
L’apertura dell’Inchiesta è stata preceduta dal parere favorevole della Conferenza Episcopale Laziale e dal nulla osta del Dicastero delle Cause dei Santi. Nella sessione pubblica saranno letti gli atti previsti e saranno prestati i giuramenti prescritti. Il Vescovo, il Delegato episcopale, il Promotore di giustizia, il Notaio e la Postulazione presteranno i giuramenti previsti dalle rispettive funzioni.
Nel corso dell’Inchiesta saranno raccolte le deposizioni dei testimoni e le prove documentali. La Commissione storica è incaricata della ricerca e della raccolta degli scritti inediti e dei documenti riguardanti il Servo di Dio; distinto è il compito dei censori teologi, chiamati a esaminarne gli scritti secondo le norme della Chiesa. Il materiale raccolto sarà successivamente sottoposto all’esame del Dicastero delle Cause dei Santi.
Questo primo passo non anticipa l’esito della Causa. Esprime la disponibilità della Chiesa a conoscere e valutare una vita che molti hanno riconosciuto come testimonianza del Vangelo. Per la comunità diocesana è anche un’occasione per riscoprire il valore della fraternità sacerdotale e di una fede vissuta nella cura delle relazioni.
Tutti sono invitati a partecipare alla celebrazione del 9 novembre nella Cattedrale di Frascati e ad accompagnare con la preghiera il lavoro per le Cause di Beatificazione e Canonizzazione in corso.
