Sabato 22 novembre, i giovani del territorio della Diocesi di Frascati si sono incontrati presso la Sala del Seminario adiacente alla Chiesa del Gesù di Frascati per festeggiare insieme la XL Giornata Mondiale della Gioventù con il tema tratto dal Vangelo di Giovanni (15,27) “Anche voi date testimonianza, perché siete con me”.
Innanzitutto è stata una giornata di cambiamento, con la forma e il luogo di questa giornata, tenutasi non a Villa Campitelli come negli anni precedenti , ma in un luogo più centrale di Frascati per facilitare l’incontro con gli altri giovani che il sabato sera frequentano la città.
Un incontro che è stato reso possibile e concreto anche grazie all’iniziativa dei giovani e delle giovani della GDG di offrire un aperitivo alle persone che passeggiavano in Piazza San Pietro dove, per le festività natalizie è stata allestita la pista di pattinaggio: un piccolo segno di una Chiesa che non rimane in disparte, rinchiusa nelle proprie sale, ma “in uscita”, ad incontrare gli altri coetanei che magari sono lontani da questo tipo di esperienze
La testimonianza gioiosa è stata infatti la tematica centrale della Catechesi dell’assistente spirituale don Pierfilippo Giovanetti e del racconto della propria esperienza vocazionale e missionaria di Francesco Falbo, studente degli Oblati di Maria Immacolata.

A partire da queste suggestioni i partecipanti sono stati coinvolti nei laboratori di confronto a cui ha fatto seguito la preghiera di Adorazione Eucaristica nella Chiesa del Gesù guidata dal nostro vescovo Stefano Russo.

La cena insieme e il successivo momento di festa hanno concluso la serata all’insegna dell’amicizia e della voglia di mettersi sulla strada del Vangelo.

Ma nonostante i cambiamento logistici, nella forma della proposta o delle persone responsabili, ci sono stati due elementi che fanno anche ben sperare per il futuro della Chiesa: il primo è la voglia dei giovani di vivere questa Chiesa missionaria, che va alla ricerca di chi è fuori, di mettersi in gioco per primi “mettendoci anche la faccia”, il secondo è di “creare rete”, mettersi in relazione con i nuovi ragazzi che si sono affacciati per la prima volta in questa grande famiglia.
