LUDOVICO MADRUZZO (1600-1600)

Il Grandi lo chiama Madrucei, mentre il cronista incognito lo chiama Mandrucci come anche il Moroni. Nacque a Trento nell’anno 1532 dalla famiglia dei principi di Madruzzo o Madruccio. Da Pio IV (1560-65), che aveva un debole per la nobiltà, fu elevato alla porpora nell’ordine dei cardinali preti di S. Callisto nel 1561, ma già era vescovo di Trento, sua città natale. Sisto V (1585-90) lo trasferì al titolo della chiesa di S. Onofrio, passò poi ai titoli di S. Anastasia e S. Lorenzo in Lucina; poi fu vescovo di Albano. Gregorio XIII (1572-85) nel 1581 lo aveva in precedenza inviato in Germania quale suo delegato a latere contro gli eretici e nel 1582 all’imperatore Rodolfo II per assistere alla dieta di Augusta. Da Clemente VIII (1592-1605), nel 1597, ottenne il vescovato di Sabina e nel 1600 quello di Frascati. Quale cardinale e designato vescovo di Trento intervenne al Concilio Generale. Con il cardinal Di Lorenzo fu deputato a formare il decreto sulla residenza dei vescovi, male accolto dagli interessati. Governò la diocesi tuscolana per soli 2 mesi, in quanto morì il 20 aprile 1600. Godette la stima di Gregorio XIII. Fu rimproverato al Madruzzo il suo attaccamento a Filippo II di Spagna. Gli fu pure rivolta l’accusa di tiranneggiare nei conclavi ai quali aveva preso parte, approfittando dell’autorità del diritto di veto che Filippo II gli aveva dato. Per la verità è necessario dire che tutti i Papi usciti da quei conclavi furono ottimi. Il Madruzzo fu largo con i diseredati, tanto che fu chiamato il «Padre dei poveri». La sua salma fu tumulata nella chiesa di S. Onofrio a Roma. L’Oldoino ne parla all’anno 1550.