Una serata verso l'Alt(r)o: sentirsi a casa

Giovani “Peregrinantes in spem”: in viaggio da Gerusalemme a Roma.

I giovani e le giovani di Frascati hanno incontrato i ragazzi e le ragazze della parrocchia di San Salvatore a Gerusalemme a Villa Campitelli.

25 Luglio 2026

Lunedì 20 luglio una rappresentanza dei giovani della diocesi di Frascati, riuniti attraverso il Servizio di Pastorale Giovanile, insieme con il vescovo Stefano Russo,  hanno condiviso la cena e un momento di riflessione e confronto nella Sala Giovanni Paolo II di Villa Campitelli con i giovani (shabiba) di Gerusalemme, giunti a Roma con il  progetto “In Illo unum” degli Agostiniani Scalzi della Chiesa di Gesù e Maria al Corso. 

Durante il momento di riflessione i giovani di Gerusalemme – accompagnati da  fra Boutros Moallem, francescano della Custodia di Terra Santa , hanno raccontato della loro esperienza di vita in un momento drammatico dal punto di vista storico come questo, in una terra dove guerra e odio sono tristemente all’ordine del giorno.

“La guerra: una ferita rimasta aperta che nel corso degli anni non si è mai rimarginata”.

Sono queste le parole con cui suor Amal, accompagnatrice dei ragazzi e delle ragazze della St. Francis Youth of Jerusalem ha descritto il dolore per un eterno conflitto che ha caratterizzato tutta la loro vita e che sembra non voler mai volgere al termine.

Una situazione tragica in cui si riesce a intravedere un bagliore di speranza nella fede di questi e queste giovani che con la loro testimonianza della vera felicità cristiana che dà loro coraggio ogni giorno, si dimostrano essere dei veri “pellegrini di speranza”.

Secondo i loro racconti, infatti, è proprio la possibilità di vivere nei luoghi in cui è cresciuto Gesù a illuminare la loro vita in un momento di buio come quello che stanno vivendo.

I ragazzi e le ragazze di Gerusalemme hanno raccontato inoltre come la loro fede e la parola di Dio, che tengono sempre a mente con l’insegnamento del “porgi l’altra guancia”, vinca sull’odio e sulla violenza che sono costretti e costrette a subire ogni giorno in una città come Gerusalemme, crocevia di mille culture, in cui purtroppo la diversità non sempre viene apprezzata come una risorsa e una ricchezza, ma viene spesso rifiutata e denigrata con disprezzo.

In un mondo in cui sembra avere la meglio l’idolatria dell’io, il delirio d’onnipotenza e l’agonismo perpetuo, sono incontri come questo a ricordarci quanto la diversità sia una risorsa per gli esseri umani e quanto sia bello camminare insieme, perché solo così si può arrivare lontano.

E lì dove la guerra semina morti, siamo noi che siamo chiamati ad essere il seme della vita, “il sale della terra”.

Tutto il viaggio dei giovani di Gerusalemme è stato anche raccontato dal sito Vatican News: lo puoi leggere cliccando qui.

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